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40rty (2021)

cover photo by Mohamed Nohassi

"It is with great pleasure and a touch of nostalgia that I released this album!


    The title is '40rty', marking a truly milestone anniversary in my life. It has been exactly 40 years since my very first professional music production job. 

    It was back in 1981 when a private radio station in Rome commissioned me to create the opening and closing themes for one of their shows. 


    Because '40rty' represents such a significant step in my musical journey, I chose to make it deliberately heterogeneous. 

    I didn't want a predictable record; I wanted a celebration of diversity. I’ve traveled through a vast range of musical styles: from classic electronics to ambient, and from ethnic-inspired textures to progressive accents. 


    I’ve blended analog warmth with digital precision, often focusing on the many nuances that a treated voice can offer when used as a soundscape.


    You'll hear lush orchestrations running alongside decidedly rock-oriented rhythms.

    I’ll confess: combining all these contrasting elements and making the final result seamless and enjoyable was an incredibly complex task, both artistically and technically. 


However, I am truly proud of the outcome. This album is my way of looking back at forty years of music and still finding something new to say."

"È davvero con un immenso piacere che ho pubblicato questo nuovo album!


    Il titolo è '40rty' perché coincide con un anniversario fondamentale per il mio percorso: sono infatti passati esattamente 40 anni dal mio primo vero incarico professionale in ambito musicale. 


    Era il 1981 quando una radio privata della Capitale mi commissionò la sigla iniziale e finale di una sua trasmissione. 


    Proprio perché rappresenta una tappa così significativa della mia carriera, ho voluto che '40rty' fosse un disco deliberatamente eterogeneo. 

    Non volevo una linea retta, ma un viaggio che toccasse tutte le sponde che ho esplorato in questi quattro decenni. Mi sono mosso attraverso stili diversi: dall'elettronica classica all'ambient, passando per derivazioni etniche fino ad accenti decisamente progressive. 

    Ho mescolato suoni analogici e digitali, soffermandomi spesso sulle infinite sfumature che la voce umana può offrire quando viene trattata e manipolata come uno strumento.


    Troverete orchestrazioni che viaggiano di pari passo con ritmiche decisamente più rock. 

    Vi confesso che mettere insieme tutti questi elementi, così distanti tra loro, e renderli non solo coerenti ma anche piacevoli per chi ascolta, è stata una sfida tecnica e artistica complicatissima. 


    Ma oggi, riascoltandolo, sono davvero orgoglioso del risultato. È il mio modo di festeggiare questi quarant'anni di musica.

© 2026 Maurizio Duka Moroni - Audiosfera exMachina Records