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Time is Nobody's Friend (2020)

cover photo by Duka

"Time: friend or foe?


    We are constantly conditioned by the clock, and I must admit it’s a concept that has always fascinated—and perhaps deeply annoyed—me. 

    

    I truly believe that time is nothing more than a human construct, a scaffold we’ve built for ourselves and sold as a 'necessity.'


In reality, it only highlights our limitations compared to the infinite possibilities that converge or drift apart in every single moment we live. 


    Something that moves too fast for some and drags for others can only exist in our imagination. So, as far as I'm concerned, 'Time' doesn't actually exist.


    But, despite my skepticism, I still wanted to explore the concept of time in this album. I worked with obsessive, cyclical structures. I chose dark, somber tones and textures that seem to decay as the minutes pass, as if the sonic material itself were aging before your ears. I wanted the rhythms to feel heavy and inevitable, representing the mental cage of 'deadlines' and 'duration,' contrasted with moments of sudden expansion where the beat disappears, leaving you suspended in a void. 

    The result is definitely a dark record, built on rhythmic, decadent sounds and melodic developments that—let’s be honest—aren’t exactly optimistic! I wanted the music to mirror that feeling of a present moment that constantly slips through our fingers.


    I’m incredibly satisfied with how this work turned out, both artistically and technically. 

    In my opinion, it’s one of the most cohesive and 'well-sounding' albums I’ve ever produced; there’s a sonic consistency to it that I’m very proud of. 

    However, as is often the case with my music, it’s not an 'instant' listen. It requires a bit of patience, and you might need a few sessions to fully dive into its depths and appreciate all the layers hidden within."

"Il tempo: amico o nemico?


    Siamo costantemente condizionati dal ticchettio dell'orologio, e devo ammettere che è un concetto che mi ha sempre affascinato e, al tempo stesso, profondamente irritato. 

    La verità, per come la vedo io, è che il tempo è una mera costruzione umana, un’impalcatura che ci siamo inventati e che ci viene spacciata come necessaria, ma che in realtà dimostra solo la nostra pochezza.

Ci aggrappiamo a una linea retta perché abbiamo paura di affrontare l'infinità di possibilità che convergono, esplodono o si distaccano in ogni singolo attimo che viviamo. 


    Qualcosa che corre troppo veloce per alcuni e si trascina per altri può esistere solo nella nostra immaginazione: quindi, per me, il 'Tempo' semplicemente non esiste.


    Nonostante questa mia visione quasi nichilista, ho voluto sviscerare il concetto in questo album. Ho lavorato su strutture cicliche e ossessive. Ho scelto suoni cupi e timbri che sembrano consumarsi col passare dei minuti, come se la materia sonora stessa subisse una sorta di decadimento. Ho voluto che le ritmiche fossero pesanti, quasi ineluttabili, per rappresentare quella gabbia mentale che chiamiamo 'scadenza' o 'durata', contrapposta a momenti di improvvisa dilatazione in cui il ritmo sparisce e ci si ritrova sospesi nel vuoto. 

    Il risultato è un lavoro decisamente oscuro, caratterizzato da suoni ritmici e decadenti, con sviluppi melodici che, ammettiamolo, non sono esattamente un inno all'ottimismo! Volevo che la musica riflettesse quella sensazione di un presente che ci sfugge di mano.


    Sono davvero soddisfatto di come è venuto fuori questo disco, sia dal punto di vista artistico che tecnico. 

    Credo sia uno dei lavori più omogenei e 'ben suonanti' che io abbia mai prodotto; c'è una coerenza interna che mi rende orgoglioso. 

Ma, come spesso accade con la mia musica, l'ascolto non è immediato. 

    È un album che richiede pazienza: avrete bisogno di più sessioni di ascolto per riuscire ad apprezzarne ogni sfumatura e a trovarci dentro la vostra personale dimensione."

© 2026 Maurizio Duka Moroni - Audiosfera exMachina Records